07/04/2013  al 31/12/2013

Rudolf Stingel

A cura di: Rudolf Stingel con la collaborazione di Elena Geuna

Rudolf Stingel

La personale Rudolf Stingel si sviluppa lungo tutta la superficie espositiva di Palazzo Grassi, più di 5.000 metri quadri, coinvolgendo atrio, primo e secondo piano. Per la prima volta, l’intero spazio del museo è dedicato a un unico artista, sia con opere inedite sia con creazioni degli anni passati, esposte insieme a una grande installazione site-specific. L’esposizione è la più importante mostra monografica europea dedicata all’artista. Il progetto, concepito specificatamente da Stingel per lo spazio architettonico di Palazzo Grassi, si articola lungo tutte le sale del palazzo, su cui è stato steso – a ricoprire per la prima volta l’intera superficie sia del pavimento sia delle pareti – un tappeto stampato a motivo orientale. L’installazione si inserisce nell’ambito della ricerca dell’artista, da sempre indirizzata verso l’analisi del rapporto tra spazio espositivo e intervento artistico: il tappeto è per lui uno strumento con cui la pittura si relaziona al contesto architettonico. 
Da sempre interessato alla ridefinizione del significato di pittura e della sua percezione, Stingel fa del tappeto un elemento centrale della sua poetica, testimone del trascorrere del tempo e del passaggio delle persone, ma anche fonte di ispirazione, nella varietà di tipologie e tramature, per serie successive di quadri. La mostra presenta una selezione di oltre trenta dipinti, alcuni di proprietà dell’artista, altri provenienti dalla collezione Pinault e da altre collezioni internazionali, spesso creati appositamente per questo progetto negli studi di Merano e New York. 

Il primo piano ospita un gruppo di dipinti astratti che offrono un’interpretazione del contesto storico, architettonico e artistico veneziano. Il motivo del tappeto riporta alla mente il passato della città di Venezia, ma, al contempo, si fonde con l’immagine dello studio viennese di Sigmund Freud, un ambiente unico, caratterizzato da diversi tappeti orientali stesi sul pavimento, sulle pareti, sul divano e sul tavolino. Il richiamo alla cultura mitteleuropea, così importante nella formazione di Stingel, è anche un omaggio all’amico Franz West, di cui nella sala principale è presente un magnifico ritratto.
Il riferimento allo studio del padre della psicanalisi può offrire una chiave d’accesso all’installazione: la sensazione avvolgente e l’esperienza sensoriale che si provano addentrandosi in questo labirinto ci accompagnano in un viaggio nella trascendenza dell’Ego, attraverso le sue rimozioni e i suoi fantasmi, che i dipinti appesi alle pareti ripercorrono come mappe di una topografia dell’inconscio. Lo spazio diventa luogo di meditazione, insieme introiettiva e proiettiva, luogo silenzioso e accogliente.
La moquette rende il percorso espositivo un ambiente unico, suggerisce un’atmosfera nuova, rarefatta e sospesa, in cui si stagliano l’argento, il bianco e il nero dei quadri, come altrettante aperture verso un’altra dimensione. In questa chiave, il progetto espositivo si trasforma in un viaggio interiore, che il visitatore è invitato a percorrere liberamente: dall’autoritratto dell’artista volutamente seminascosto dalle colonne dell’atrio alla luminosità dell’argento dei dipinti astratti del primo piano, dalle sale in cui il tappeto diventa dipinto al bianco e nero dei “ritratti di sculture” del piano superiore. La mostra intende mettere in luce il dialogo tra astrazione e figurazione, sottolineando come il fluire continuo tra queste due polarità contraddistingua la poetica dell’artista e invitando lo spettatore a riflettere sull’idea di ritratto e sul concetto di riappropriazione delle immagini. Il secondo piano ospita, infatti, una selezione di dipinti raffiguranti sculture lignee antiche, creati con la tecnica pittorica del foto-realismo, partendo da fotografie e illustrazioni in bianco e nero.

Rudolf Stingel, nato nel 1956, vive e lavora tra New York e Merano, sua città natale. La sua opera è stata al centro di mostre personali in molte istituzioni internazionali, tra cui la Secession a Vienna (2012), la Neue Nationalgalerie a Berlino (2010), il Museum of Contemporary Art a Chicago, il Whitney Museum of American Art a New York (2007), il Museum für Moderne Kunst di Francoforte (2004) e il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento (2001). Ha inoltre partecipato alla Biennale di Venezia nel 1993 e 2003. L’artista è anche stato presente nelle esposizioni Where Are We Going? (2006), Sequence 1 (2007), Mapping the Studio (2009-10) e Il mondo vi appartiene (2011) di Palazzo Grassi e Punta della Dogana.

Immagine: Untitled, 2011. Olio su lino 40.6 x 33 cm (16 x 13 inches). Foto di Tom Powel. Courtesy dell'artista


Luoghi

  • Palazzo Grassi - Campo San Samuele, 3231 - Venezia
             041 5231680     0424 464191

    orario: 10-19 ultimo ingresso ore 18, chiuso martedi'

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