06/10/2016  al 15/01/2017

Michelangelo Pistoletto. Immagini in più Oggetti in meno un paradiso ancora

A cura di: Giacinto Di Pietrantonio

Michelangelo Pistoletto. Immagini in più Oggetti in meno un paradiso ancora
Michelangelo Pistoletto: Immagini in più, Oggetti in meno, un paradiso ancora è la mostra che la GAMeC di Bergamo dedica a Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933), uno degli artisti italiani più rappresentativi a livello internazionale.
Il percorso espositivo si sviluppa in cinque sale e si compone di una cinquantina di opere tra le più importanti della sua produzione, che comprendono – come suggerisce il titolo – i famosi Quadri Specchianti e il gruppo di opere denominate Oggetti in meno, posti in costante dialogo e confronto, e un progetto speciale dedicato all’opera Terzo Paradiso, che l’artista ha concepito e sviluppato negli ultimi anni.
I Quadri Specchianti costituiscono il fondamento dell’opera di Pistoletto, che realizza a partire dal 1962, contribuendo a cambiare la percezione della pittura, vista sino a quel momento come un quadro da osservare e contemplare.
Le grandi lastre di acciaio lucidato a specchio su cui sono applicate serigrafie di persone, animali, e oggetti d’uso quotidiano, si “attivano” grazie a chi le osserva: entrando nel loro campo di riflessione, infatti, la presenza dello spettatore aggiunge nuove immagini al lavoro dell’artista, rendendola un’opera “partecipata”, che acquista senso attraverso l’interazione. Inoltre, la collocazione delle opere direttamente a contatto con il pavimento fa sì che esse aprano un varco attraverso il quale l’ambiente in cui sono esposte si prolunga nello spazio virtuale dell’opera, mettendo in relazione arte e vita.
In mostra sono presenti pezzi storici della sua produzione, tra cui Figura umana (1962), Cappio (1973), Tigre (in gabbia) (1974) e lavori più recenti, come Solidarity (2007), Lavori in corso (2008) e Persone in coda (2015). Sono opere che hanno anticipato la frammentazione e la fluidità della società contemporanea, in cui la nostra identità è in continua ridefinizione.
I Quadri Specchianti sono messi in relazione, lungo il percorso, con la serie Oggetti in meno, considerata tra le più importanti e decisive per la cultura visiva contemporanea: oggetti scultorei creati a metà degli anni Sessanta che traggono ispirazione da campi diversi quali l’artigianato, l’architettura, il design e la cultura popolare; reinterpretazioni di oggetti di uso quotidiano, “nature morte” a scala ambientale, che rappresentano un’azione discorsiva critica in risposta alla società dei consumi e in modo particolare alla Pop Art.
Tra questi, Quadro da pranzo e Lampada a mercurio (1965), Semisfere decorative (1965-66), Mappamondo (1966-68), in cui ritroviamo – così come in tutta l’opera di Pistoletto – improvvisazione e un interesse continuo per le differenze e le peculiarità di ciascun oggetto.
Sono lavori creati attraverso un processo legato alla spontaneità e alla contingenza, che infrangono il dogma per cui ogni opera di un artista deve essere stilisticamente riconoscibile, come un marchio commerciale standardizzato. Negli Oggetti in meno, infatti, ripetizione e omogeneità sono volutamente contestate, mettendo così in luce i contrasti tra le singole opere.
Come afferma lo stesso artista: “I lavori che faccio non vogliono essere delle costruzioni o fabbricazioni di nuove idee, come non vogliono essere oggetti che mi rappresentino, da imporre o per impormi agli altri, ma sono oggetti attraverso i quali io mi libero di qualcosa – non sono costruzioni ma liberazioni – io non li considero oggetti in più, ma oggetti in meno, nel senso che portano con sé un’esperienza percettiva definitivamente esternata.”
Completa il percorso espositivo un progetto dedicato all’opera Terzo Paradiso – che Pistoletto ha ideato nel 2003 e sviluppato negli ultimi anni –, che ha come simbolo una riconfigurazione del segno matematico dell’infinito, formato da una linea che, intersecandosi due volte, disegna tre cerchi allineati. I due cerchi opposti significano natura e artificio, mentre quello centrale è la congiunzione dei due e rappresenta il grembo generativo di una nuova umanità.
Il progetto legato a quest’opera ha portato, negli anni, alla tessitura di una densa rete di relazioni e collaborazioni con singoli individui, associazioni, enti e istituzioni, attivi non solo in campo artistico, ma nei più diversi ambiti della società.
L’adesione della GAMeC al progetto si declinerà in due modi: con un’installazione site specific ospitata all’interno degli spazi espositivi e con #UnParadisoAncora, una vera e propria “chiamata alle arti” aperta a tutti (gruppi, associazioni, studenti delle scuole di ogni ordine e grado), promossa dai Servizi Educativi del museo.
La partecipazione avverrà attraverso iniziative personali o collettive che comportino proposte, azioni, attività coerenti con il processo di trasformazione responsabile della società enunciato nel Terzo Paradiso, che saranno documentate e diffuse attraverso i canali social della GAMeC e a cui sarà dedicata una sezione del sito internet del museo.
Inoltre, il prossimo 21 dicembre il museo sarà cornice d’eccezione di un’azione performativa legata al Terzo Paradiso in occasione di “Rebirth Day”, la giornata universale della rinascita nata da un’idea dell’artista e che quest’anno sarà dedicata al tema del Rispetto.
Accompagna la mostra un progetto editoriale, edito da GAMeC Books, capace di restituire le principali tematiche distintive della ricerca di Michelangelo Pistoletto: l’Arte, la Democrazia, la Differenza, il Doppio, l’Identità, l’Infinito, la Responsabilità, la Solidarietà, la Sostenibilità, la Spiritualità.
Ciascuno degli argomenti è trattato in modo approfondito, sia con testi critici (di Barbara Casavecchia, Simone Ciglia, Vincenzo e Giuseppe de Bellis, Alessandro Facente, Sara Fumagalli, Valentina Gervasoni, Fabrizia Previtali, Alessandro Rabottini, Stefano Raimondi, Pierluigi Sacco), sia attraverso una serie di conversazioni tra educatori museali di nazionalità italiana e mediatori museali di nazionalità diverse che collaborano con la GAMeC, che mettono in relazione visioni provenienti da molteplici nazioni e culture, capaci quindi di un confronto ampio e sfaccettato, e restituiscono così l’importanza del dialogo e delle differenze che sono elementi fondanti della poetica di Pistoletto.

Luoghi

  • GAMEC - Galleria D'arte Moderna e Contemporanea - Bergamo - Via San Tomaso, 53 - 24121 Bergamo
             035270272
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