22/11/2016  al 28/01/2017

Man Ray. selezione di fotografie

Man Ray. selezione di fotografie
In occasione della prima edizione del Photo Vogue Festival che inaugurerà a Milano il 22 novembre 2016, lo Studio Marconi ’65 presenterà una selezione di fotografie di Man Ray. Celebre artista dalla straordinaria inventiva, Man Ray è un grande innovatore e sperimentatore del XX secolo. Nato a Philadelphia da genitori di origine russa, si trasferisce presto a New York dove entra in contatto con gli ambienti dell’avanguardia. Con Marcel Duchamp è il principale animatore del Dadaismo newyorkese, esegue quadri, sculture, assemblaggi e sperimenta varie tecniche ed espressioni artistiche tra cui la fotografia. A quest’ultima si dedica in modo particolare negli anni Venti, a Parigi, dove affianca alla poco redditizia attività pittorica quella di fotografo. Dapprima esegue ritratti di intellettuali, artisti, personaggi famosi, successivamente lavora nei saloni parigini dell’alta moda, vendendo le sue immagini a importanti riviste come “Vogue” e “Harper’s Bazaar”. Sin dalla prima volta in cui si cimenta con questo genere di lavori per la Maison Poiret di Parigi, emerge chiaramente in lui l’idea che la fotografia debba essere “una combinazione di arte e moda”. La moda stessa è, secondo lui, strettamente legata all’arte visiva, tanto che alcuni processi sperimentali che adotta nel suo percorso di ricerca, come ad esempio la solarizzazione, vengono spesso applicati anche alle fotografie di moda che oggi fanno parte integrante della sua prolifica ed eclettica produzione artistica. La mostra presenta una selezione di scatti eseguiti negli anni Trenta a Parigi, alcune new print di negativi originali della raccolta Femmes, e della serie Mode au Congo realizzata nel 1937. Le immagini del portfolio Femmes, pubblicato da Studio Marconi nel 1981 dopo essere stato autorizzato e verificato dalla moglie di Man Ray, Juliet, raffigurano donne in pose sensuali ed eleganti, ritratte a figura intera o a mezzo busto oppure sono incentrate sul volto, sulla testa che, come spiega lo stesso Man Ray, è la sintesi totale e sensuale dell’identità e del corpo: “Tutti i sensi sono concentrati nel capo: gli occhi, le orecchie, il naso, le labbra, la lingua e la pelle che copre tutto con la sua rete di nervi vibranti…” E cita l’amico André Breton per spiegare lo specifico interesse che nutre per il volto femminile: “Il ritratto di qualcuno che si ama non dovrebbe essere solo un’immagine cui sorridere ma un oracolo da interrogare”. La serie Mode au Congo nasce invece nel 1937 quando a Man Ray viene chiesto di eseguire delle fotografie di cappelli. L’artista-fotografo accetta, a condizione però di poter scegliere egli stesso i copricapo. Ha così l’idea di fotografare le sue modelle con in testa oggetti d’uso comune, come un cestino per il pane, un centrino, un piumino per la polvere e fantasiose creazioni a mo’ di basco, corona o cappello da giullare decorate di perline o conchiglie. Il risultato è particolarmente originale poiché le fotografie, pur seguendo un preciso codice, nelle pose volutamente snob e sofisticate delle modelle, lasciano trasparire la sottile ironia dell’autore. L’intento è quello di negare la visione della moda come rappresentazione dell’effimero e del transitorio (ad ogni stagione gli stilisti presentano nuove collezioni che “annullano” quelle precedenti) e di ribaltare il punto di vista sottolineando la storicità del fenomeno. Ecco allora apparire in alcuni scatti riferimenti evidenti a certe raffigurazioni egizie, in cui la modella è ritratta di profilo o di tre quarti, e dove il cappello è utilizzato con lo scopo di mettere in evidenza la direzione delle linee compositive, in modo da entrare a far parte del gioco strutturale dell’immagine. Tutte le stampe fotografiche esposte, prevalentemente new print in bianco e nero, provengono da negativi originali ristampati in epoche diverse.

Luoghi

  • STUDIO MARCONI '65 - Via Alessandro Tadino, 17 - Milano
             +39 0229511297
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