14/05/2016 dalle 16:00  al 30/09/2016 alle 19:00

Jan Fabre

A cura di: Andrea Alibrandi

Jan Fabre  
In occasione della grande esposizione promossa dal Comune di Firenze, Jan Fabre. Spiritual Guards, che si sviluppa tra Forte Belvedere, Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria, la galleria Il Ponte propone nel suo spazio lounge un close up su una selezione di opere da Knight of the night, la mostra che ha aperto la stagione espositiva 2015-2016 con fotografie, disegni e sculture di scarabei realizzati dall'artista dal 1992 al 2013. Tra queste il Salvator Mundi (1998) ora presentato nella Cappella dei Priori di Palazzo Vecchio e due Armature, un gambale ed un corpetto, precedentemente esposte nella sua mostra L’ange de la métamorphose al Museo del Louvre e che ad ottobre verranno presentate nel Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo.


Nota biografica

Jan Fabre (Anversa 1958), dopo oltre trentacique anni di attività, occupa un posto di primo piano sia fra gli artisti plastici sia come uomo di teatro e autore.
Alla fine degli anni Settanta ha studiato all'Accademia Des Beaux-Arts e all'Institut municipal des Arts et Métiers di Anversa. Sue sono opere come Tivoli (1990), il soffitto ricoperto di scarabei nella Salle des Glaces du Palais Royal di Bruxelles - Heaven of Delight (2002) - e sculture come L'Homme qui mesure les nuages (1998), Searching for Utopia (2003), Totem (2004).
Fabre ha realizzato alcuni interventi permanenti all'interno di spazi pubblici come il museo de la Chasse et de la Nature di Parigi (La Nuit de Diane, 2007) e lo zoo di Anversa (Hommage à Mieke, La Tortue et Hommage à Janneke, La Tortue, 2012). Si ricorda inoltre la sua installazione Le Regard en dedans (L'Heure Bleue) (2011-2013) realizzata dall'artista per lo scalone reale del Museo Des Beaux-Arts del Belgio, in occasione dell'esposizione dei suoi autoritratti in bronzo e in cera “Chapitres I-XVIII” (2010).
Tutte le opere di Jan Fabre fanno riferimento al corpo, alla sua fragilità e alla sua possibile difesa, nascono dall'osservazione dell'essere umano e da un interrogativo relativo alla conoscenza intesa come possibilità di sopravvivenza nel futuro. Questo fascino per il corpo e per la scienza risale alla sua gioventù, periodo a partire dal quale - influenzato dalle ricerche dell'entomologo Jean-Henry Fabre (1823-1915) - la sua attività prediletta consisteva nell'esaminare gli insetti e altri animali, nel dissezionare i loro piccoli corpi e nel trasformarli in nuove creature. La metamorfosi è un concetto chiave all'interno del percorso artistico di Fabre nel quale l'esistenza umana e quella animale interagiscono continuamente. Da qui la rappresentazione del corpo sensoriale e spirituale, la creazione di corpi di diversa natura colti nelle rispettive trasformazioni dettate dal ciclo naturale della crescita e del deperimento. La sua arte vive nel segno della bellezza: è un'esercizio di ispirazione dove si celebra la vita come preparazione alla morte.
Nel corso degli anni l'artista ha creato un universo molto personale con sue proprie regole, personaggi, simboli e motivi ricorrenti. È conosciuto anche grazie ad esposizioni come Homo Faber (KMSKA, Anversa 2006), Hortus / Corpus (Kröller-Müller museum, Otterlo 2011) e Stigmata. Actions & performances 1976-2013 (MAXXI, Roma 2013; M HKA- Musée d'Art Contemporain di Anversa 2015). È stato inoltre il prima artista vivente a esporre le sue opere al Louvre (L' Ange de la Métamorphose, Parigi 2008). La celebre serie L' Heure Bleue (1977-92) è stata presentata al Kunsthistorisches Museum a Vienna (2011), al Museo d' arte moderna di Saint-Ėtienne (2012) così come al Busan Museum of Art (2013). Le sue ricerche relative al cervello (''la parte più sexy del corpo'') hanno trovato luogo nelle esposizioni personali Anthropology of a Planet (Palazzo Benzon, Venezia 2007), From the Cellar to the Attic. From the Feet to the Brain (Kunsthaus Bregenz, 2008; Arsenale Novissimo, Venezia, 2009) e Pietas (Nuova Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia, Venezia 2011). La serie dei mosaici Hommage au Congo Belge (2010-2013) e Hommage à Jérome Bosch au Congo (2011-2013) è stato esposto al Palais des Beaux Arts a Lille (2013) e al Pinchuk Art Centre a Kiev. Nel 2015 espone alla galleria Il Ponte di Firenze.
Jan Fabre è stato ufficialmente invitato a Saint Petersbourg per creare un’importante esposizione al museo dell'Ermitage nel 2016, prima mostra del museo russo dedicata a un artista contemporaneo.
  Ufficio Stampa-Susanna Fabiani (susy@galleriailponte.com; 055240617-3396910817) per informazioni e materiale.
 

Http://www.galleriailponte.com

Luoghi

  • Galleria Il Ponte - Firenze - Via di Mezzo, 42b - Firenze
             055 240617    055 5609892

    orario: lun-ven 15.30-19; sab su appuntamento

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