01/10/2014  al 11/10/2014

Giovanni Cascone. Haiku-Bags

A cura di: Manuela De Leonardis

Giovanni Cascone.  Haiku-Bags
Un contenitore comune (il sacchetto di carta) per un contenuto speciale (un dono) stimola l’idea creativa dell’autore. Giovanni Cascone dà un’identità all’oggetto effimero attraverso scrittura e disegno e ne valorizza per conseguenza l’aspetto tridimensionale.
 Comincia così, un po’ per gioco, un nuovo percorso artistico che procede sistematicamente tra Bruxelles e Rabat, in cui convivono aspetto razionale e pulsione dell’inconscio.
 L’artista outsider sceglie la formula dell’haiku per la traduzione di pensieri che lo accompagnano nel quotidiano. Parallelamente s’inserisce il disegno che ha la valenza di una scrittura automatica. Si ferma sulla superficie cartacea, ma arriva da lontano portando con sé frammenti di vissuto. L’irrequietezza che lo caratterizza, nel momento stesso in cui è codificata attraverso la forma artistica, si rasserena.
 Nel disegno emerge una vocazione irriverente e giocosa che innesca un cortocircuito tra l’ambiguità della realtà e la fantasia. Forme dai tratti sinuosi, labili e indefinite, oppure riferimenti antropomorfi o anche false scritture che rimandano ad un’improbabile calligrafia araba o a ideogrammi pseudo-cinesi. Questo percorso è in parte inconscio, contiene sì una componente di sfida, ma è soprattutto autentico divertimento.
 Le Haiku-Bags, i cui due lati appaiono diversamente interpretati, diventano opere tridimensionali, quindi scultoree, messe in evidenza dall’installazione con la sospensione dall’alto. Essa presuppone il coinvolgimento dello spettatore attraverso un’esperienza sensoriale che passa, oltre che per lo sguardo, per l’approccio tattile. Il pubblico non solo è partecipe del gesto artistico, ma viene investito di responsabilità nel momento stesso in cui accede a quella parte di sé più profonda. Inseguendo una finta scrittura, una forma indecifrabile dai contorni morbidi, può accedere a nuovi codici linguistici e, magari, ad una nuova conoscenza di sé.
La mostra è realizzata con il patrocinio della Fondazione Filiberto Menna - Centro Studi di Arte Contemporanea, Salerno e rientra tra gli eventi della Giornata del Contemporaneo 2014, organizzata dall’AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani.
 
 
 

Luoghi

  • Lavatoio Contumaciale - Piazza Perin Del Vaga, 4 - 00196 Roma
             06 36301333

    direzione artistica di Tomaso Binga - Orario di apertura 18,00> 20,00

  • Categorie correlate