13/12/2014 dalle 18:00  al 07/02/2015

Ekaterina Panikanova - Crepuscoli

Ekaterina Panikanova - Crepuscoli La sera fumosa d'estate
Dall'alta invetriata mesce chiarori nell'ombra
E mi lascia nel cuore un suggello ardente.
Ma chi ha (sul terrazzo sul fiume si accende una lampada) chi ha
A la Madonnina del Ponte chi è chi è che ha acceso la lampada? C'è
Nella stanza un odor di putredine: c'è
Nella stanza una piaga rossa languente.
Le stelle sono bottoni di madreperla e la sera si veste di velluto:
E tremola la sera fatua: è fatua la sera e tremola ma c'è,
Nel cuore della sera c'è,
Sempre una piaga rossa languente. (L’invetriata, Dino Campana)
 
La mostra di Ekaterina Panikanova  è una proposta  di  un viaggio nello spazio  domestico e nell' identità e nel corpo del potenziale visitatore.
Come nella poesia L’invetriata di Dino Campana, l’artista tende a comunicare l'esistenza di una realtà interiore che si manifesta in segni quotidiani che assumono la valenza di elementi perturbanti.
La casa, i suoi inquilini sono al contempo territorio esteriore e interiore di relazioni, desideri, conflitti e tensioni intime di ognuno di noi, evidenziando la drammatica dicotomia tra la “maschera sociale”e l’autenticità dell’essere nella sua essenza:  elementi che vivificano e contestualmente  insidiano l’individuo.
Ekaterina invita il suo pubblico a prendere parte ad un percorso  che entra nell’ intima soglia della dimensione domestica intesa come rappresentazione a livello inconscio del corpo umano e delle personalità che lo abitano.
L’artista svolge la sua indagine  sulla dimensione mnemonica  e visuale impiegando la sperimentazione  di   materiali nuovi per lei che appaiono  destabilizzanti   nella loro appercezione  fisica. I cristalli e il piombo di Prosit esemplificano la  dicotomia leggerezza/pesantezza; il piombo è impiegato dall’artista rinnegando le sue caratteristiche fisiche e trasformandolo in un gioco di lievi merletti. Il vetro d’altro canto diviene una solida architettura di  candele votive.
Un gioco di sovvertimento tra funzione dell’oggetto e le caratteristiche dei materiali che tradizionalmente lo compongono attraverso un ribaltamento percettivo ci pongono in una condizione visualmente spaesante.
Il progetto si presenta come un’unica  installazione in cui gli oggetti,  portati alla luce  come reperti  dalla memoria, si trasformano diventando veri e propri oggetti di culto in uno scenario complesso e apparentemente frammentario.

Http://www.z2ogalleria.it/

Luoghi

  • Z2o Galleria | Sara Zanin - Via della Vetrina, 21 - Roma
         

    Apertura: mar-sab 10.30 - 19.30 o su appuntamento

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