Tadini Emilio

Emilio Tadini (Milano, 1927 – Milano, 25 settembre 2002)
Arturo Carlo Quintavalle - “Emilio Tadini ha dipinto con gioia e ironia e questa gioia e ironia, e insieme questa profonda consapevolezza dell’artista come ideologo e creatore di organiche visioni del mondo, ne fanno la figura più rilevante dell’arte della sua generazione in Italia e una delle maggiori in Europa, una figura che è stata finora da molti citata e imitata.   (…) Forse il contributo più importante che Emilio Tadini lascia all’arte di oggi è l’idea che si possa ancora, in pittura, costruire un racconto. Non un racconto proposto con immagini della tradizione realista, e neppure un racconto pensato attraverso le memorie, le stratificazioni dell’informale, e neppure un racconto pensato attraverso la dilatazione delle dimensioni, l’analisi materica e il trasferimento di questa sull’opera come nel caso della pop americana. No, Tadini ha proposto un altro tipo di esperienza e una differente sintesi e proprio per questo, per la sua capacità incredibile di mettere insieme una complessa, storica esperienza delle immagini, ma anche delle parole, per la capacità di operare attraverso la musica, che conosce e sperimenta, e insieme per la volontà di porre l’artista come uomo della storia e quindi presente nel dibattito dell’oggi, per tutto questo Tadini ha lasciato e lascia, ben oltre tanti altri pittori del presente e del recente passato, un’impronta importante nell’arte.”

Milano In Arte 1945 – 2015
 15/05/2014  al 04/07/2014

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