Guidi Guido

Guido Guidi è nato nel 1941 a Cesena, dove vive e lavora.
Nel 1959 è a Venezia dove studia architettura e disegno industriale allo IUAV, seguendo tra gli altri i corsi di Bruno Zevi, Carlo Scarpa, Bruno Munari, Luigi Veronesi e Italo Zannier. Dal 1966 si dedica in modo continuativo alla fotografia, rivolgendo la sua ricerca ai temi del paesaggio contemporaneo e delle sue trasformazioni, sia attraverso indagini personali sviluppate nel corso del tempo, sia attraverso la partecipazione a progetti di documentazione del territorio avviati da enti pubblici e di ricerca.
A partire dagli anni Ottanta, sulla scorta del dialogo tra cultura fotografica e cultura urbanistica, è chiamato a partecipare a progetti di ricerca sulla trasformazione della città e del territorio, tra le quali si ricordano l’indagine sulla città diffusa del Veneto compresa tra Venezia, Padova e Treviso (dal 1982), l’Archivio dello Spazio della Provincia di Milano (1991), le indagini sull’edilizia pubblica dell’Ina-Casa (1999), quelle per Atlante Italiano (a cura della Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanea, 2003) e la campagna fotografica per la regione Marche (2009).
Alla professione di fotografo affianca dal 1986 l’attività didattica, insegnando fotografia dal 1989 all’Accademia di Belle Arti di Ravenna, dal 2001 allo IUAV di Venezia e dal 2009 all’ISIA di Urbino.
Ha esposto in prestigiose istituzioni italiane e internazionali quali la Fondazione Cartier-Bresson di Parigi, la Biennale di Venezia, il Canadian Centre for Architecture di Montreal, il Guggenheim Museum e il Withney Museum di New York, il Centre Georges Pompidou di Parigi e il Fotomuseum di Winterhu
 



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Guido Guidi (* 1941 a Cesena) è noto come pioniere della fotografia paesaggistica e architettonica italiana. Influenzato dal Neo-realismo e dall’Arte Concettuale, fin dagli anni Settanta il suo lavoro si concentra principalmente sulle zone marginali, sui paesaggi e l’architettura della periferia, luoghi che non sono al centro della nostra attenzione.
Nelle sue fotografie raccoglie tracce del passato e del presente, le sue opere raccontano la mutevolezza della nostra realtà nel tempo, come la trasformazione di città e paesaggi attraverso l’intervento umano. In questo contesto ha sviluppato un linguaggio visivo che riflette il nostro processo di cognizione visiva attraverso il mezzo della fotografia, mettendo in discussione la mutevolezza e la sensibilità della nostra stessa percezione.
Dal 1960 in poi, Guido Guidi produce numerose serie fotografiche in cui documenta l’architettura modernista brutalista.

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