Fioroni Giosetta

Giosetta Fioroni (Roma, 1932) è una delle più importanti artiste contemporanee. Ha avuto all’Accademia di Belle Arti come professori Giuseppe Capogrossi eToti Scialoja, maestri impor- tanti per la sua formazione. Come importante è stata l’amicizia con Afro e con Burri. Mentre, centro e riferimento per quegli anni è stata la Galleria Tartaruga di Plinio De Martiis a Roma, insieme a Mario Schifano, Tano Festa e Franco Angeli.
Giosetta Fioroni si cimenta con il linguaggio Pop, nella scelta di icone contestuali alla realtà ur- bana e mediatica. Molti ritratti che l’artista imprime su tela o su carta sono ripresi da fotogra- fie, da giornali, da riviste, in un prelievo consapevole e vengono valorizzati attraverso l’uso di alluminio, argento e smalti. Il colore è steso sempre in maniera non omogenea, lasciando in- travedere ciò che è stato celato e conferendo eccezionale vitalità alla materia pittorica. La mostra di Roma sarà accompagnata da un libro d'artista edito da Maurizio Corraini (Manto- va) a cui l’artista è legata da antica amicizia e con il quale ha esposto più volte realizzando mol- ti libri d’artista, tra i quali: Marionettista, Guido Ceronetti nell'alchimia figurativa di Giosetta Fioroni, Dossier Vado, Vita con Petote, Lettere ad amici scrittori, artisti e poeti, Diario di un in- contro.

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Giosetta Fioroni nasce a Roma la vigilia di Natale del 1932, da un padre scultore e una madre marionettista e pittrice. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti, dove segue le lezioni di Toti Scialoja. Dal 1958 vive a Parigi e nel 1963 tiene la sua prima personale alla Galleria Denise Breteau. Tornata a Roma, Fioroni entra a far parte, unica presenza femminile, del gruppo della Scuola di Piazza del Popolo, accanto agli artisti Franco Angeli, Tano Festa, Francesco Lo Savio, Fabio Mauri, Mario Schifano, Giuseppe Uncini. Con alcuni di loro partecipa nel 1964, su invito di Maurizio Calvesi, alla 32° Biennale di Venezia. Sono gli anni del ciclo degli Argenti: volti, figure e paesaggi dipinti, su carta o tela, con vernice alluminio industriale. Nel 1968 Fioroni presenta la sua prima performance, La Spia Ottica, con la quale inaugura la rassegna Il Teatro delle Mostre presso la Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis (dove nel frattempo aveva conosciuto e frequentato artisti come Willem De Kooning, Robert Rauschenberg, Cy Twombly). In questi anni presenta i suoi “giocattoli per adulti”, ovvero i Teatrini, e inizia a collaborare con poeti e scrittori come, fra gli altri, Alberto Arbasino, Nanni Balestrini, Guido Ceronetti, Cesare Garboli, Franco Marcoaldi, Andrea Zanzotto, ideando con loro libri e opere grafiche. L’artista sperimenta anche l’uso della macchina da presa, creando film in 16mm e Super8. Negli anni Settanta si trasferisce in Veneto, a Salgareda, con il compagno, lo scrittore Goffredo Parise (conosciuto nel 1964). Legge gli studi sulla fiaba di Vladimir Propp e compone i cicli degli Spiriti Silvani (disegni a china nera) e Le Teche (scatole di legno che raccolgono piccole collezioni di oggetti trovati passeggiando nei boschi e in campagna). Nel 1975 espone a Roma l’Atlante di Medicina Legale. Dal 1980 al 1986 compone un ciclo di pastelli ispirati agli affreschi di Gian Domenico Tiepolo nella Villa Valmarana a Vicenza (e accompagnati, nel 1987, in occasione della mostra alla Galleria dell’Oca di Roma, da un testo di Goffredo Parise). Nel 1993, su invito di Achille Bonito Oliva, partecipa alla 46° Biennale di Venezia e inizia a lavorare con la ceramica, presso la Bottega Gatti di Faenza, dove realizza i cicli Case, Teatrini, Steli, Vestiti. Negli anni seguenti mostre personali le sono dedicate a Palazzo Diamanti, Ferrara, Casa del Mantegna, Mantova, Loggetta Lombardesca, Ravenna, Mercati di Traiano, Roma, MIC-Museo Interazionale di Ceramica, Faenza. Nel 2002 collabora con il fotografo Marco Delogu per Senex e, nel 2012, per L’Altra Ego, ciclo presentato al MACRO di Roma. Nel 2009 è pubblicata un’ampia monografia storico-biografica, a cura di Germano Celant. Nel 2013 il Drawing Center di New York le dedica la mostra antologica Giosetta Fioroni. L’Argento, a cura di Claire Gilman, ospitata lo stesso anno alla GNAM di Roma, accanto a Faïence, una raccolta di opere in ceramica.
 

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