Castella Vincenzo

Cenni biografici:
Vincenzo Castella nasce a Napoli il 21 aprile 1952. A Roma dal 1968, studia lettere moderne e antropologia strutturale, è musicista e nel 1970 è elemento fondatore di una band d’avanguardia di blues urbano chiamata Blues Way, presente nella scena musicale sperimentale di quel periodo.
Inizia a fotografare nel 1975: Geografia privata è il primo progetto realizzato, un lavoro a colori sugli interni domestici, tra memoria e stupore.
Nel 1976, 1978 e 1980 negli Stati Uniti realizza un ampio lavoro sulla vita e l’architettura degli afro americani delle città del Sud. Oltre alle immagini, in bianco e nero e alle diapositive a colori, gira un film in 16 mm, Hammie Nixon’s People, presentato alla mostra A Noir a Milano nel 1998 e al cinema The Balie di Amsterdam nel 2000 nell’ambito del festival Film Interrupted. Dal 1980 i suoi interessi si spostano verso la trasformazione del paesaggio, le architetture, le contaminazioni urbane e la scena industriale. Nel 1999 partecipa alla Biennale di Fotografia di Torino riproponendo le immagini di Geografia privata. Le prime immagini del 1998 sulla città dall’alto sono presentate nel 2000 allo Spazio Oberdan nella collettiva Milano senza confini (con Thomas Struth, Fischli&Weiss, etc) e ad Amsterdam nella Paul Andriesse Galerie; è l’inizio del suo lavoro The Book of Buildings, una serie di fotografie dall’alto sulle consonanze e imperfezioni delle città europee.
Il suo lavoro è presentato, in sedi istituzionali europee, (personali ad Arles - Abbazia di Mont Majour, alla Fondazione Re Rebaudengo Sandretto - Guarene, nel Museo di Villa Manin di Passarianoetc.) che testimoniano lo sviluppo della ricerca iniziata nel 1998. La sua visione si muove progressivamente sulle grandi superfici dell’urbanizzazione.
Le sue fotografie appaiono sempre più anarrative, ipnotiche: realizza vere e proprie ipotesi di attraversamento visivo della complessità del tessuto e dell’intreccio delle città, producendo grandi stampe a colori (180 x 225 e 180 x 300 m.) da film di grande e grandissimo formato, alcune esposte nella personale nella galleria Studio la Città di Verona nel 2007.
Di questa ricerca fanno parte immagini di città italiane ed europee come Napoli, Milano, Rouen, Caen, Le Havre, Helsinki e Berlino e immagini di città e territori più critici come Ramallah e Gerusalemme.
Il “punctum” della ricerca sono la distanza e la dislocazione, ricerca estranea all’interesse per l’evoluzione dell’apparato estetico e stilistico, bensì strettamente correlata all’analisi del linguaggio dell’esistenza e della visione. Dal 2006 al 2008 Castella realizza con il gruppo Multiplicity Cronache da Milano, un’istallazione video di sei attraversamenti animati in simultanea su sei fotografie dall’alto che includono sei scenari di fatti di cronaca nera a Milano. I movimenti di macchina virtuale restituiscono un insieme spiazzante sulle differenze e le relazioni della complessità e dell’invisibilità della vita e della morte nella città.