Bassiri Bizhan

Bizhan Bassiri nasce a Teheran nel 1954 e dal 1975 risiede stabilmente in Italia. Il suo lavoro, fin dalla metà degli anni Ottanta, è luogo d’innesto tra elementi propri della cultura mediorientale ed europea. Egli non solo utilizza termini iconici o linguistico-visivi dell’una o dell’altra cultura, quanto piuttosto rivolge l’attenzione sia ai valori profondi e fondanti che stanno alla base del pensiero umanistico, sia alla capacità energetica, anche irrazionale, della natura. Le sue opere sono così la risultante di un processo nel quale il pensiero estetico e poetico s’incontrano conducendo all'elaborazione formale di materiali eterogenei, propri sia della tradizione scultorea, come il ferro, il bronzo, la pietra e le terre, sia di altre modalità espressive, come il disegno a grafite, la cartapesta, la fotografia e il video. Pur nella sua forte componente materica l’opera si offre all’osservatore come elemento dalla indubbia presenza spirituale, metafisica, posto in una condizione al di là del tempo presente e della storia, intesi come condizione mondana, antropologica, psicologica o sociale. Il suo pensiero si manifesta “nelle ore vitali che anticipano la visione” in opere come le Evaporazioni, in cartapesta e terre colorate, gli Specchi solari, in acciaio inox lavorato meccanicamente, le Spade, in breccia lavica, basalto e bronzo, i Volti, ritratti fotografici elaborati e a grandezza naturale, e le Bestie e le Meteoriti in bronzo.
Le opere sono spesso esposte in luoghi specifici e in occasioni particolari. La Bestia è stata esposta insieme a centoventi erme laviche su base prismatica e altrettanti bastoni bronzei verticali posti a confronto con la scrittura poetica in sessanta libri aperti su leggii nel 2004 a Istanbul e nel 2005 nella sala della Meridiana del Museo Archeologico di Napoli o ancora, nel 2009, è stata esposta nella cattedrale di San Bavo a Gent frontalmente al polittico dell'Agnello mistico di Jan van Eyck; nello stesso periodo i Meteoriti apparivano in Gent stesso o in alcune piazze fiorentine e poi romane.