Paolo Gobbi / Adriano Crocenzi "Come funamboli su filo sospesi"

A cura di: Testi critici di: Maria Letizia Paiato, Giuliana Pascucci, Alberto Pellegrino, Massimo Vitangeli

Paolo Gobbi / Adriano Crocenzi "Come funamboli su filo sospesi" 5 giugno - 12 settembre 2021 - La mostra, promossa e realizzata dal Comune di San Severino Marche tramite l'Assessorato alla Cultura, ha avuto il sostegno di Ministero della Cultura e del Consiglio Regionale delle Marche, e i patrocini di: Provincia di Macerata, Accademia di Belle Arti di Macerata, Università degli Studi di Macerata, Università degli Studi di Camerino, Unione Montana Potenza Esino Musone, Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche, Fondazione Salimbeni per le Arti Figurative, Fondazione Claudi.
 
La mostra Come funamboli sul filo sospesi si inaugurerà sabato 5 giugno, ore 17.30, nei locali del Palazzo della Ragione Sommaria e nella adiacente Chiesa della Misericordia (Piazza del Popolo). Un evento che vede coinvolti i due artisti settempedani, Paolo Gobbi e Adriano Crocenzi, in un dialogo tra i loro  modi differenti di vivere l'arte, nelle opere da loro realizzate negli ultimi tre anni.
Entrambi hanno accumulato più di trent'anni di esperienza nella produzione visiva, lungo percorsi paralleli che li hanno portati a seguire differenti vie d'espressione. La ricerca di Paolo Gobbi lo ha condotto ad un'arte razionalmente determinata, caratterizzata da una prolifica ricerca grafico/pittorica fortemente orientata verso una riflessione semantica ed estetica; Adriano Crocenzi ha sviluppato una forma artistica eclettica ed irrequieta, più in linea con il suo carattere, ed ha sperimentato vari ambiti: pittura, scultura, ceramica e produzione orafa.
In questa “mostra-confronto” tra i due protagonisti, che non esponevano insieme da molto tempo nella nostra città, possiamo vedere percorsi fenomenici dagli sviluppi differenti, ma sempre in contatto tra di loro: fisicità e leggerezza, materialità ed astrazione. Le sculture aggrovigliate e polimateriche di Crocenzi approdano al «segno del primitivismo astratto e dell’informale, con il definitivo rifiuto di ogni tradizione figurativa. L’artista elabora un proprio linguaggio visuale che gli consente di tradurre le idee in forme dal pregnante valore simbolico, capaci di risalire alle radici della nostra civiltà planetaria per proiettarsi verso il futuro. È il ritorno alla materia, dal ferro alla pietra, per creare opere da cui sprigiona una energia vitale a volte ingentilita dall’argento, dalla pietra dura, dalla pasta di vetro policromatica» (Alberto Pellegrino).
Di altra natura è l'opera di Gobbi. I suoi dipinti su tela, mailor o legno, le carte e le vecchie cartelle d'archivio rielaborate, esposte come “reperti” di un passato recente, creano «reticolati di possibili vie di fuga e di ritorni, leggeri affioramenti di pittura, con tutta evidenza, memori di un astrattismo narrativo di primo Novecento, spingono emotivamente lo spettatore in un continuo orizzonte di attese» (Maria Letizia Paiato). Nel corso del tempo il suo lavoro  ha proceduto per sottrazione ed alleggerimento, ma tale percorso della decurtazione «non prescinde dalla ricerca costante dei materiali, delle forme e del colore tenuto volutamente sotto registro per dare risalto ad ogni minima variazione o densità. Una maestria percepita ma non ostentata» (Giuliana Pascucci). Il cammino dell'artista è un grande archivio di esperienze nel tempo, personale e collettivo, individuale e non, dove «ciò che conta non è la corrispondenza tra interno ed esterno, tra l’opera e le apparenze fenomeniche, ma è tenere lo spettatore col fiato sospeso, in pericolante equilibrio sul filo sottile e incerto che separa i codici della realtà dai dispositivi della finzione, per affermare i diritti fondamentali del linguaggio della Pittura» (Massimo Vitangeli).



  • Palazzo della Ragione Sommaria - Piazza del Popolo (MC) - San Severino Marche - Italia
             0733641309